...parchè i sogn / j è dal cartulèni / sèza l'indiréz /
da mandé vèja l'instéss
« Carlo non dimentica le proprie radici, anzi, sono loro che danno linfa e nutrimento alla sua poesia. La terra, elemento costante della sua produzione, entra qui con tutti i suoi profumi, gli umori, la sua ciclicità.
Inattese e liberatorie le immagini che ce ne restituisce: della neve che con la sua carezza copre le grinze dei calanchi, della ginestra che col suo profumo graffia il cuore, di una foglia che segue il gorgo del fiume. Ma la foglia è l’io che di volta in volta si trasforma e proprio nella natura sembra cercare nuove sembianze, altre identità.
Così diventa un soffione che sparge tutt’attorno i suoi pistilli o il nocciolo di una pesca con quella carvaja, quella crepa al centro, metafora del solco che lascia la verità.
Già, la verità... Ma cosa sarebbe la vita se ogni tanto non ci concedessimo il lusso di imbrogliare? Non è grave, è solo il vapore di qualche pensiero. E noi tutti siamo quei bambini che tracciano dei segni sui vetri appannati.
» Dalla prefazione di Annalisa Teodorani
Carlo Falconi è nato a Castel San Pietro Terme nel 1975; dopo aver scorrazzato tra le valli del Santerno e dell’alto Sillaro per più di vent’anni, oggi vive a Imola. Ha pubblicato Albùmida (Libroitaliano World, 2002) e stampato autonomamente Il brillo parlante (2004). È stato premiato e segnalato in diversi concorsi nazionali, quali “La Poesia Onesta” 2006, Agugliano (An); “PiccoLink” 2007, Faenza (Ra); “Le Quattro Porte” 2007, Pieve di Cento (Bo). Sue poesie e racconti sono stati inseriti in riviste, settimanali e siti internet quali “La piê”, “La Ludla”, “Faranews”. È membro della Libera Accademia degli Evasi
di Faenza (www.accademiadeglievasi.org).
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