invece un orto /
segreto e confitto /
di matite in cemento, /
dove aver nome / è lusso tra l’erba /
incognita e gatta.
« Flavio Almerighi è un poeta da leggere prima di tutto con il cuore, solo così il suo percorso poetico acquista significati profondi e
condivisibili.
È la confessione di un’anima inquieta che vaga cosciente nei giorni, malinconica e rabbiosa, un sentirsi come dentro a un evento estremo, come se fosse la fine del mondo, ma nel verso trova la sua profonda quiete. È questa un’opera piena di un bisogno d’amore non detto. Il linguaggio usato è quello di un artista della parola, mantiene sempre un giusto equilibrio tra significato e significante. È un linguaggio attuale che l’autore eleva e restituisce dentro a un’inconsueta bellezza poetica, a tratti personalizzato, altre volte legato a figure metriche ripetute, che donano ai versi una quieta e ininterrotta musicalità. » Dalla prefazione di Ivana Federici
Flavio Almerighi è nato a Faenza nel 1959, le sue prime liriche risalgono al 1976. Oltre alla composizione di poesie si è dedicato all’attività di conduttore e giornalista radiofonico dal 1979 al 1996. Dal 1977 al 2003 ha recitato quale attore filodrammatico in drammi teatrali in lingua e commedie in dialetto romagnolo. Nel 1996 ha vinto il premio Sant’Andrea Apostolo dello Jonio con la lirica Amelia Rosselli. Le sue poesie appaiono in diverse prestigiose riviste specializzate, quali “Inchiostro”, “Orizzonti” e “Tratti”. È del 2005 il suo debutto cinematografico nel cortometraggio Appena un giorno. Ha dato alle stampe quattro raccolte di poesie: Allegro improvviso (Ibiskos, 1999), Vie di Fuga (Aletti, 2002), Amori al tempo del Nasdaq (Aletti, 2003), Coscienze di mulini a vento (Gabrieli, 2007).
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